Quaderno n°3
"Il restauro di casa Pezzolla"
Metodologia del restauro
dal progetto P.O.P. Puglia 1994-96. Sottoprogramma Turismo misura 6.4
per la fruizione dei Beni Culturali. Opere di primo impianto del "Museo
del Territorio"
Uff. CENTRO STORICO
responsabile: Arch. Domenica LABBATE
Progettisti: Arch.
Domenica LABBATE - Prof.ssa Lia DE VENERE
PREMESSA
Il Comune di Alberobello, con l'approvazione del Piano
Regolatore Generale, avvenuta nel 1980, si propose una serie di obbiettivi
amministrativi, tesi alla salvaguardia, alla conservazione e al recupero
funzionale del patrimonio edilizio a trulli, che rappresenta la risorsa
principale di questo paese.
Uno degli scopi prioritari è stato, e lo è tuttora anche
se mancano i finanziamenti adeguati, quello dell'acquisizione di immobili
a trullo di particolare interesse architettonico e storico - artistico,
in grave stato di abbandono.
In quest'ottica, nel lontano 1987, l'Amministrazione, essendo ancora
in vigore la L.R. 72/79, decise di acquisire un gruppo di immobili a
trullo di particolare interesse storico-artistico, in stato di totale
abbandono, ubicati tra piazza XXVII maggio, piazza Mario Pagano e Via
Lamamora, in una zona centrale dell'abitato che fa da cerniera tra il
centro storico monumentale di Aia Piccola ed il centro storico ambientale
di piazza del Popolo. Detto complesso è denominato "Casa
Pezzolla", nome derivante dai proprietari.
Con l'individuazione del complesso si pensò di dare a quel contenitore
una destinazione tale che potesse essere fruito ed usato come bene culturale,
e perciò si pensò di destinarlo a sede di un museo, che
dapprima fu denominato "Museo del Trullo e delle tradizioni locali"
e successivamente "Museo del Territorio".
Pertanto oggi ci troviamo di fronte un manufatto con valenza molto alta
nel contesto urbanistico del tessuto edilizio e nella storia di Alberobello.
Esso rappresenta l'involucro che racchiuderà e conserverà
tutte le testimonianze delle tradizioni alberobellesi.
Il Museo del territorio è stato concepito non come un semplice
ed inerte raccolta di oggetti, ma come un immobile custode di memorie,
e secondo le intezioni di coloro che lo hanno progettato e voluto, sarà
una "macchina", un organismo pulsante di vita; esso aspira
infatti a diventare un vero e proprio laboratorio di idee ed un luogo
per lo scambio di esperienze tra i singoli individui e le diverse generazioni.
Infatti, come meglio si esplicherà in seguito, all'interno di
questo Museo, denominato "Museo del Territorio", saranno esposti
tutti quegli oggetti raccolti intorno agli anni '70 dal gruppo dei giovani
dell'associazione "Il Trullo" del Centro Turistico Giovanile
operante in seno alla parrocchia di Sant'Antonio che insieme alle autorità
locali dell'epoca dettero vita al "Museo dell'arte contadina"
di Alberobello, nei locali appartenenti alla diocesi, in via Monte Pertica.
Dopo parecchie vicissitudini e per una combinazione fortuita, il Comune
di Alberobello, grazie a un finanziamento di £. 10.000.000 offerti
dal Rotary Club, distretto di Putignano, è riuscito a reperire
predetti oggetti appartenuti alla comunità alberobellese partecipando
ad un'asta pubblica ed acquistandoli.
Infatti con nota del 26.03.1998 si chiedeva alla Sezione Fallimentare
del Tribunale di Bari di poter acquistare tutti gli oggetti custoditi
nell'ex Museo della Civiltà Contadina rientranti in un'azione
fallimentare, e pertanto, con detto contributo del Rotary fu acquistato
il materiale e furono pagate parzialmente le opere di restauro degli
oggetti.